I movimenti ecclesiali offrono all’uomo di oggi la possibilità di vivere “una gioiosa esperienza” di Dio. Lo ha detto ieri sera il cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, rispondendo alle domande che gli sono state rivolte dai circa 100 vescovi e cardinali riuniti in Vaticano per riflettere sui movimenti ecclesiali e nuove comunità. I vescovi hanno chiesto qual è il ruolo dei movimenti in una Chiesa che “sarà sempre più minoranza”. “Lo sviluppo degli ultimi cinquant’anni – ha risposto il card. Ratzinger – mostra che la religiosità non scompare, perché è desiderio ineliminabile del cuore dell’uomo. Bisogna però che non sia guidato male, perché allora sorgerebbe una patologia religiosa”. Il Prefetto ha spiegato che la religione può diventare “malattia” quando “non offre il volto di Dio, ma elementi sostitutivi”. Per questo, “anche se minoranza – ha aggiunto Ratzinger – la priorità per noi è quella dell’annuncio”. Il Prefetto ha ammesso che “in Occidente le statistiche parlano di una riduzione del numero dei credenti”. Ma “la sfida oggi – ha proseguito il cardinale – è che la fede non si ritiri in gruppi chiusi, ma che illumini tutti e parli a tutti. Pensiamo alla Chiesa dei primi secoli: i cristiani erano pochi, ma hanno suscitato ascolto”. “Anche noi oggi – ha detto Ratzinger – abbiamo una missione universale”: annunciare che “il Vangelo è per tutti”. In questo contesto, “i movimenti possono essere di grande aiuto – ha concluso Ratzinger – perché hanno lo slancio missionario degli inizi e pur nella piccolezza dei numeri, possono incoraggiare la vita del Vangelo nel mondo”.