“La figura di Paolo VI, lungi dallo scolorire nella coscienza e nella memoria della Chiesa, andava crescendo in essa, con manifestazioni di apprezzamento, di ammirazione e di devozione”. E’ quanto scrive il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, commentando l’apertura del processo diocesano per la causa di canonizzazione di Paolo VI, in un volume a cura di mons Virgilio Levi, “Paolo VI ‘Al popolo di Dio che è in Roma’”, che verrà presentato lunedì 21 giugno (ore 12), presso l’Aula della Conciliazione del Palazzo del Laterano. Secondo Ruini, i frutti del ministero universale di Paolo VI “si riversarono prima di tutto su Roma. Egli fu l’animatore e l’interprete di una nuova vitalità della Chiesa, che per Roma si tradusse nella crescita dello spirito diocesano, in una maggiore consapevolezza del suo essere Chiesa particolare, nel risveglio delle sue forze migliori, premessa di quel grande impegno sinodale e missionario che il suo successore Giovanni Paolo II ha potuto suscitare, sviluppare e guidare verso nuovi traguardi”. Mons. Levi, nella prefazione del volume, ricorda “il lavoro pastorale diocesano intenso, incessante, innovatore” di Paolo VI, che “amò la Città religiosa e la Città civile”, rivolgendo le sue parole “ai sacerdoti, ai seminaristi, ai religiosi, ma anche alla gente delle parrocchie, delle carceri, delle università, delle baraccopoli che allora umiliavano Roma”. Alla presentazione del volume interverranno, tra gli altri, il card. Ruini, il card. Giovanni Canestri, arcivescovo emerito di Genova, e lo storico Andrea Riccardi.