E’ esplosa ieri sera intorno alle 20.30 e fino alle 22.10, una vivace manifestazione dei profughi kosovari alloggiati nell’ex base Nato di Comiso (Ragusa), che da un mese ospita 6.000 persone di cui 2.160 sono bambini.” “Le forze dell’ordine della zona sono accorse per tenere sotto controllo la situazione. Circa 2.000 kosovari (in maggioranza donne giovani), dopo aver aspettato per ore, come ogni giorno, il pasto serale che viene distribuito nella mensa del campo gestito dalla Protezione Civile, hanno organizzato una grande marcia che ha percorso l’intera zona, sia la parte così detta “americana”, sia quella “italiana”. Poi i manifestanti si sono seduti in terra davanti all’ingresso principale urlando a gran voce le loro richieste. “Questa sera ci hanno dato due pomodori per otto persone” protestava uno di loro. “Non abbiamo nelle case un fornello dove poter riscaldare il latte ai nostri bambini” aggiungeva una mamma. “Ogni volta che vado al magazzino a chiedere del vestiario mi rispondono ‘domani, domani'”, spiegava una ragazza. “Non ho un rasoio per farmi la barba – lamentava un anziano kosovaro -, è un caldo insopportabile e riceviamo l’acqua nelle case solo due ore al giorno”. “Non si può scherzare con la vita dei nostri bambini e delle nostre donne” gridava un altro al megafono. ” “Di fronte all’improvvisata adunanza i responsabili del campo hanno cercato di mantenere la calma, ascoltando le diverse richieste, già esposte domenica scorsa durante la visita della ministra per le Pari opportunità Laura Balbo. I responsabili della Protezione civile hanno chiesto ai profughi di nominare 10 rappresentanti per discutere i vari problemi. Ma la maggior parte dei kosovari non può uscire dal campo finché non riceverà il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Finora ne sono stati distribuiti un migliaio. (segue)” “” “” “” “” “” “” “” “” “” “” “