I “sondaggisti” sono sconcertati. Non si sono ancora ripresi dalla batosta del referendum, e sono alle prese con una grande incertezza di base. Non bastano le decine e decine di liste in competizione, che allungano a lenzuolo le schede elettorali. In realtà non si hanno attendibili previsioni sul numero dei votanti. E’ questa la prima incognita delle elezioni europee. Anche se la combinazione in molti comuni e province con le amministrative probabilmente frenerà una tendenza all’esodo vacanziero favorita dalla chiusura delle scuole e dalla stagione ormai decisamente estiva. Oltre che da una progressiva difficoltà ad orientarsi ed a situarsi nel dibattito politico.” “Eppure queste elezioni, tradizionale cenerentola delle molte consultazioni nazionali, sono oggi ancora più importanti. Sono importanti nei confronti dell’Europa, della creazione di un sistema politico europeo, e sono importanti per tentare una definizione degli equilibri tra le forze politiche italiane in perenne fase di fibrillazione. In effetti il nocciolo di questa stagione politica, tanto dal punto di vista dell’Unione quanto da quello italiano è ben espresso in uno dei passaggi del manifesto lanciato dai media cattolici “per il futuro dell’Europa”. La frase è volta al futuro e suona più come un auspicio che come un programma, ma si tratta della sfida cruciale: “La politica, nel suo più nobile significato, ritrovi in Europa il primato che le spetta ed orienti al bene comune anche le scelte in campo economico”. Per centrare questo obiettivo occorrerà cambiare molto rispetto ai registri degli scorsi decenni e produrre nuova offerta, nuove e credibili sintesi.” “Molti segnali ci dicono che, non senza contraddizioni e problemi, è iniziata la strada per l’avvio della costruzione di un sistema politico europeo. Nell’attuale configurazione dei poteri delle istituzioni europee non ha molto rilievo immediato sapere se dopo il 13 giugno sarà più consistente il gruppo dei socialisti o quello dei popolari, ma questo passaggio elettorale ha cominciato a porre le basi per l’avvio di una nuova articolazione di un bipolarismo europeo che sembra visibile oggi più dal punto di vista degli schieramenti che dei programmi. ” “Che la politica ritrovi il suo posto significa però anche che siano messe a tema le grandi questioni dell’identità e dello sviluppo europeo, e del ruolo dell’Europa nello scacchiere mondiale. Da questo punto di vista occorrono scelte chiare e consapevoli, sui principi e sulle opere. Il voto diventa allora importante per orientare nel senso giusto per la famiglia, per la vita, per il rispetto della persona nei processi economici e sociali, per lo sviluppo della libertà, per una articolazione dei poteri improntata alla sussidiarietà ed al rispetto delle autonomie. Sono le parole al centro del manifesto dei media cattolici. Sono l’espressione di un chiaro riferimento morale e culturale, di cui c’è oggi tanto bisogno e che risulta aperto a tutti. Si tratta di tradurlo il 13 giugno in scelte coerenti. Ma poi è importante svilupparlo con pertinacia e pazienza, perché l’Unione si sviluppi sul serio e non richiuda i propri orizzonti, dondolandosi in una lenta decadenza morale e culturale prima ancora che economica e sociale. ” “” “