Un “albo professionale” per garantire le famiglie e le collaboratrici familiari e la detrazione delle spese fiscali per chi è in regola con i contributi Inps sono le richieste emerse dalla XV Assemblea nazionale delle Acli-Colf che si è conclusa ieri a Roma. A questo proposito è stato suggerito di creare un “tavolo di raccordo” promosso dal governo, per discutere con i sindacati e le associazioni le tante proposte di legge in discussione in Parlamento. Sono infatti circa 1 milione le collaboratrici familiari in Italia, di cui almeno 800.000 lavorano in nero. Per garantire la professionalità dei lavoratori e la sicurezza delle famiglie si richiede quindi un apposito “albo” che riconosca, anche contrattualmente, “questa loro maggiore capacità professionale, acquisita anche con la frequenza a corsi di formazione e al superamento di prove di esami”. Per far emergere il lavoro nero l’Acli Colf ha anche deciso di avviare una campagna di educazione fiscale per tutta la categoria.” “Le Colf delle Acli sostengono inoltre l’esigenza di una adeguata legislazione che – permettendo la defiscalizzazione dei contributi Inps versati per le Colf – “assicurino anche una pensione decente, non più integrata al minimo”. L’assemblea, incentrata sul tema della “costruzione di una società multietnica”, ha anche scelto le delegate locali, di cui circa il 40% straniere: questo a significare la crescente presenza delle colf provenienti dall’estero nella vita dell’associazione (su 5000 iscritte alle Acli Colf le straniere sono circa il 70%).” “