“Il Comune sta appaltando ad altri la nettezza urbana, i trasporti, i cimiteri, il verde pubblico, i parcheggi e tante altre cose. Perché non appalta anche la cultura?” E’ la proposta lanciata da don Fausto Bonini, direttore del settimanale diocesano “Gente veneta”, che, nell’editoriale dell’ultimo numero, suggerisce all’assessore alla cultura del Comune di Venezia di finanziare anche le iniziative di tipo culturale. A differenza di Venezia, che nei giorni scorsi si è trasformata “nella capitale mondiale della lettura” – evidenzia don Bonini – con una grande rassegna organizzata dall’assessorato su questo tema, a Mestre questo non succede: “Tutto si svolge a Venezia – constata -. Come sempre Venezia dialoga con tante città sparse nel mondo ma non dialoga con se stessa, con Mestre appunto, che è una parte consistente del Comune di Venezia”.” “Il direttore di “Gente Veneta” ricorda che “la cultura è un fatto importante per una città” perché “rappresenta il passato, il presente e il futuro di una comunità umana”. A Mestre, dove “ci sono moltissime associazioni private che fanno cultura”, sottolinea, molte di esse vanno avanti a fatica “con quattro soldi raccolti fra i soci” e qualcuno che rischia addirittura lo sfratto: “La cultura si fa con i soldi, oltre che con le idee e la buona volontà – aggiunge -. A Mestre ci sono tante idee, tanta buona volontà ma non ci sono i soldi”.” “” “