KOSOVO: P. MACCHI (CIVILTÀ CATTOLICA), “LA CHIAREZZA DELLA SANTA SEDE”

“Gli interventi della Santa Sede, come in passate occasioni, anche nei confronti del conflitto balcanico tendono a stimolare le parti coinvolte a porre termine all’uso della violenza, a far tacere le armi e a sedersi attorno a un tavolo di trattative”. Questo il parere di padre Angelo Macchi, gesuita, esperto di politica estera di “Civiltà Cattolica”, in un’intervista che verrà pubblicata domani sul Sir. “A proposito della responsabilità morale e politica dei conflitti – afferma padre Macchi -, la Santa Sede non pone sullo stesso piano l’ingiusto aggressore e l’aggredito. Quando mons. Tauran parla esplicitamente della legittimità di disarmare l’ingiusto aggressore espone un criterio di chiarezza morale e politica, la cui applicazione nei casi concreti può non essere facile a motivo dell’oscuramento della ragione provocato dai sentimenti o dai pregiudizi”. Il ruolo della Santa Sede nel dialogo tra Ovest ed Est in Europa, afferma padre Macchi, “si è sviluppato in maniera prevalentemente pastorale e spirituale”. Dal miglioramento delle relazioni con le Chiese ortodosse, in particolare, “possono derivare positive conseguenze anche sul piano etico-politico. Dopo che mons. Tauran andò a Belgrado per tentare di rendere possibile una tregua alla pulizia etnica nel Kosovo e ai bombardamenti in Serbia – aggiunge -, la Chiesa ortodossa locale, pur continuando a condannare i bombardamenti, si è espressa anche contro la pulizia etnica”. Riguardo agli effetti delle visite papali per la politica estera della Santa Sede secondo padre Macchi esse “possono non avere un immediato riscontro sul piano delle decisioni politiche ma sono un importante incentivo sul piano del progresso culturale e religioso dei popoli”. A Cuba, per esempio, le parole del Papa “stanno entrando nella mentalità e nella cultura della popolazione – osserva – e quel minimo di libertà religiosa che la visita è riuscita ad ottenere è uno di quegli ‘esplosivi’ non violenti destinati a generare nel medio-lungo termine frutti di apertura e di libertà”.