CARITAS FRIULI: “LA SCOMMESSA DELLA CONVIVENZA” TRA SERBI E ALBANESI

“La scommessa della convivenza” per serbi e albanesi parte dal Friuli Venezia Giulia. C’è già un primo successo: quello di aver riunito nella preghiera intorno al tavolo della progettazione vescovi e autorità civili di Kosovo, Serbia, Albania, Croazia e Italia. Dopo la guerra, è questa la prima possibilità di confronto per le diverse comunità religiose dell’area balcanica. Sede scelta per l’incontro Sedilis Tarcento (Udine), dove oggi e domani si celebra la “Festa della Pace” promossa dalle Caritas del Friuli-Venezia Giulia. ” “”E’ ferma convinzione che la rinascita di queste terre è legata non solo all’aspetto economico ma soprattutto alla ricostruzione della convivenza interetnica fondata sul perdono, il rispetto e la riconciliazione tra i singoli e i popoli” affermano i promotori dell’iniziativa e ciò sarà possibile solo “promovendo l’uomo e la sua dignità”. Obiettivo delle Caritas friulane è stimolare le relazioni umane che portino alla riconciliazione impegnandosi nella costruzione di scuole interetniche, ambulatori, sostegno socio-sanitario, centri sociali. Nella “Festa della Pace” si parlerà anche della conferenza di Sarajevo dove 65 capi di stato e di governo discutono del ‘Patto di stabilità per il Sud est Europa’, che darà il via alla ricostruzione del Kosovo.” “Al riguardo, mons. Duilio Corgnali, vicario episcopale di Udine per la cultura, richiama il contributo alla pace che viene dalle Chiese cristiane e da altre religioni. “L’incontro di Sedilis – aggiunge – rientra nella lunga tradizione di dialogo e incontro di questa terra che ha conosciuto sofferenza, morte e distruzione ma non ha mai smesso la sua passione per una pace fondata sulla libertà e sul rispetto dei diritti umani.” “Uomini di diverse Chiese cristiane e religioni, soprattutto in questi ultimi decenni, hanno levato la loro voce contro ogni guerra e non hanno avuto paura di pagare di persona le loro scelte di pace. Ha un grande significato il loro ritrovarsi qui per progettare insieme un tempo di pace per le popolazioni della Serbia e del Kosovo”.” “