Non un “giornale dei preti”, bensì dei cattolici impegnati nella società: così si definisce oggi, come si è presentato tante volte nei decenni scorsi, il settimanale diocesano “Gazzetta d’Asti”, che ha raggiunto il traguardo del secolo. L’attuale direttore, don Vittorio Croce, che guida la testata dal 1976, ha promosso, per la celebrazione del centenario, un convegno storico dal titolo “La Gazzetta d’Asti da cent’anni dalla parte della gente”. I lavori del convegno saranno aperti da mons. Severino Poletto, vescovo uscente di Asti, chiamato dal Papa a reggere la diocesi di Torino, dove farà il suo ingresso nel settembre prossimo. Sarà lui a portare il saluto inaugurale, cui seguiranno il presidente nazionale della Fisc don Vincenzo Rini, e i relatori che incentreranno i loro interventi sulla presenza della testata nel contesto politico e religioso piemontese. La “Gazzetta d’Asti” è cresciuta nell’ambito delle opere sociali cattoliche, sostenendo non soltanto l’associazionismo laicale (Azione Cattolica, Coldiretti, Acli ecc.), ma anche la nascita e lo sviluppo di casse rurali, cooperative, sindacalismo “bianco”. La storia dell’astigiano è stata caratterizzata, fino alla metà del secolo, da una marcata economia rurale. Il giornale ha così accompagnato lo sviluppo del territorio, sostenendo la promozione culturale delle popolazioni, attuata da un clero particolarmente attivo nel campo scolastico, della formazione professionale e sociale. Tipiche della zona, ricorda un breve profilo storico apparso sulla stessa “Gazzetta”, sono state le scuole tecniche e professionali, quelle agricole, le scuole serali per lavoratori, con una rete di iniziative capillarmente diffusa nelle parrocchie, che è da attribuirsi a parroci particolarmente sensibili ai problemi sociali (in quanto loro stessi per lo più di estrazione contadina) e a un laicato impegnato.