Anche Venkathesa Murthy, induista e docente di matematica all’Università di Pisa, dice di “attendere con molto interesse l’assemblea interreligiosa che si terrà ad ottobre a Roma, nel ricordo di quanto è successo ad Assisi. Credo che il dialogo interreligioso non sia soltanto uno scambio di opinioni. E’ piuttosto uno scambio del cuore”. Venkathesa Murthy si definisce gandhiano e aggiunge: “Gandhi come San Francesco diceva sempre che la preghiera è la cosa più importante nella vita quotidiana di ognuno di noi. Diceva che la preghiera è un grido del cuore con il quale chiediamo a Dio di essere utili per tutti gli esseri viventi”. ” “Murthy è indiano e ricorda che il Santo Padre andrà quest’anno in India. “Quello che sta facendo il Papa – prosegue l’induista – è molto importante. Il Papa è un’autorità morale e spirituale riconosciuta in tutto il mondo. E quello che farà, sarà un pellegrinaggio per tutta l’India. Il suo cuore è aperto a tutti e vuole il bene di tutto il mondo”. Alla domanda “che cosa significa per lei il giubileo che i cristiani si apprestano a vivere nell’anno duemila”, Venkathesa Murthy risponde così: “Il Giubileo è una festa di comunione, è una concelebrazione di un evento storico e sprituale per l’umanità intera. Attendo di vedere cosa succederà. Spero che questo anno conduca alla pace, alla fine di tutte le guerre, in Europa e in Africa in particolare. Spero che ci sia benessere in tutti i paesi poveri del mondo ma soprattutto mi attendo che il 2000 sia un anno che spinga gli uomini della terra a vivere non solo per se stessi ma per tutta l’umanità”. Per Paljin Tulku, lama buddista tibetano, “il Giubileo è una grande occasione per fare il punto sulla figura di Gesù e per proiettare la dimensione dell’insegnamento cristiano nel prossimo secolo ma è anche e soprattutto una grande occasione per proiettare gli animi verso la pace perché credo che l’obiettivo del prossimo secolo sia quello di stabilire una pace duratura e universale”.” “