MONTUSCHI: “CAUTELA” SUL RICONOSCIMENTO GIURIDICO DELL’ “ORIENTAMENTO SESSUALE”

“Tolleranza, educazione ed identità sessuale sono tre cose diverse e guai quando si mischiano”. E’ un invito alla cautela, quello di Ferdinando Montuschi, docente di pedagogia generale all’Università “Roma Tre”, che commenta il testo unificato sulle “discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale”, approdato alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, mettendo in guardia da un possibile “allargamento” del concetto di identità sessuale: “Una cosa – precisa – è il rispetto delle persone, un’altra è il condividere il loro comportamento”. In campo educativo, il rischio maggiore di una proposta di legge come questa, aggiunge il pedagogista, è quello di “dilatare la sfera dell’identità sessuale, rendendo intercambiabili tutte le strade e collocando tutte le inclinazioni sullo stesso piano”. Il testo unificato, infatti, definisce orientamento sessuale “il complesso delle concezioni, delle sensibilità, delle preferenze sessuali e dei relativi comportamenti di persone eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali o per le quali, comunque, non vi sia una corrispondenza tra identità di genere e sesso anagrafico”. Niente più indagini sulle preferenze sessuali delle persone, chiedono gli estensori del testo unificato, né discriminazioni sui luoghi di lavoro; nelle scuole, in particolare, sono vietate manifestazioni di intolleranza nei confronti di studenti omosessuali.