ECUMENISMO: PASTORE BENECCHI, “DARE UN’ANIMA ALLA GIUSTIZIA”

Insieme cristiani e credenti di altre religioni per dare “un’anima alla giustizia”. Con questo obiettivo a Chianciano, nell’ambito della 36ª sessione di formazione ecumenica organizzata dal Sae (Segretariato attività ecumeniche), sta lavorando un gruppo di esperti e di studiosi. “Per le Chiese cristiane e le grandi religioni questo discorso non è nuovo – spiega il pastore valdese, Valdo Benecchi – ma di fronte agli eventi della nostra storia avvertiamo sempre più che dalla gente e dai mezzi di comunicazione sta emergendo la richiesta di dare un’anima alla politica, alla giustizia e alla solidarietà. Sono termini che rischiano di diventare aridi e privi di contenuto”. Il gruppo di Chianciano sta lavorando sul binomio “preghiera e impegno per la giustizia”. “Non vuol dire però – aggiunge Benecchi – fuga dalla realtà e dai problemi della giustizia. Vuol dire cercare nella preghiera e nella Scrittura ciò che può dare un nuovo contenuto alla lotta per la giustizia. Si tratta cioè di mondare in qualche modo questo termine da tutto ciò che può essere vendetta, eliminazione e distruzione dell’avversario e puntare invece sul termine biblico che può essere compreso solo nella preghiera e che va oltre quelle che sono le interpretazioni correnti di giustizia retributiva, secondo la quale i buoni vanno premiati e i cattivi puniti. La giustizia di Dio è invece sinonimo di misericordia, di perdono e di amore”. Benecchi ricorda “l’esempio di Nelson Mandela in Sudafrica che si è collocato su un piano di riconciliazione e di perdono, chiamando alla collaborazione anche coloro che lo avevano offeso e messo in carcere”. Un esempio, ha detto Benecchi, che “alcuni Paesi dell’Africa stanno cercando di seguire nel difficile passaggio dalla dittatura alla democrazia”.