La Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) ribadisce oggi le preoccupazioni per l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2000 delle nuove tariffe postali e per la riforma della legge sull’editoria, dopo l’appello ai parlamentari lanciato il 26 luglio scorso attraverso il Sir.” “”Il Sole-24 Ore di martedì 13 luglio – afferma il presidente della Fisc, don Vincenzo Rini – ha reso noto che la riforma della legge sull’editoria (la 416) sarà approvata dal Consiglio dei Ministri entro la fine di luglio. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Marco Minniti, ne ha presentato i contenuti alle ‘parti sociali’, cioè ai sindacati e alla Fieg: questo ci dispiace, in quanto le parti sociali interessate alla riforma della legge sull’editoria non sono solamente gli editori dei grandi quotidiani, ma anche i piccoli editori, quindi anche gli editori dei settimanali e della stampa periodica di informazione generale sul territorio. Riteniamo perciò che, tra le parti sociali cui illustrare il disegno di legge dovevamo esserci anche noi, Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (Fisc), come ci era stato promesso.” “Stando a quanto reso noto dal quotidiano in questione, la legge prevede una ‘significativa novità’ nella ‘definizione del prodotto editoriale che dovrebbe comprendere in futuro non solo i prodotti dell’informazione su carta stampata, ma anche i prodotti dei newmedia e anche i libri’. D’accordo: ma se la definizione deve essere allargata, essa deve essere anche chiarificata nel riconoscimento dello specifico ruolo che i diversi media svolgono nell’universo informativo. Non si può assolutamente fare di ogni erba un fascio, trascurando il fatto che la stampa di informazione, non solo quotidiana, ma anche settimanale, specificamente quella legata al territorio, svolge un ruolo sociale, culturale e antropologico insostituibile: deve quindi trovare il riconoscimento e il rispetto che gli è dovuto, al di là delle dimensioni quantitative”. (segue)” “