NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir

Stanno per iniziare le ferie d’agosto (per chi può), con un vortice di numeri. La benzina costa quasi come il latte, aumenta l’inflazione e il dibattito sulla previdenza e le pensioni cresce di intensità. Insomma si profilano altri sacrifici. Per chi? Per i soliti noti, con tutta probabilità.” “E qui forse sta il punto, che richiederebbe e solleciterebbe una discussione pacata. Perché, mentre le statistiche sulla povertà restano allarmanti, il “riccometro”, che sta partendo proprio in questi giorni, farà emergere un’altra amara realtà: molte famiglie normali, come ha testimoniato in prima pagina “Avvenire”, si scopriranno benestanti per lo Stato ma in pratica costrette a tirare ulteriormente la cinghia. Assistiamo ad un’ulteriore tappa dell’erosione del ceto medio, già evidente con la contrazione della capacità di risparmio delle famiglie italiane ed ora approfondita dalla perdita di prestazioni sociali fino ad ora gratuite.” “Saranno forse argomenti che un linguaggio politicamente corretto bolla di qualunquismo, ma in questo clima i recenti aumenti ai parlamentari, la comparazione dei compensi degli europarlamentari italiani con quelli degli altri paesi, la questione dei compensi e delle buonuscite agli amministratori locali e soprattutto agli ormai numerosissimi membri delle numerose authority proliferate in questi ultimi anni, non possono che essere poste. Si aggiunga il problema complessivo del finanziamento alla politica, che ritorna con i rimborsi elettorali e le polemiche legate alla proposte di referendum ed il quadro, pur largamente incompleto, è preoccupante e deve indurre ad una seria riflessione.” “Per antico e motivato riflesso ogni volta che la benzina aumenta (e la soglia psicologica delle 2000 lire rischia di essere superata ben prima della normalizzazione in euro) gli italiani guardano al Palazzo ed ai suoi privilegi (e magari scoprono un piccolo adeguamento automatico a termini di legge dei compensi). E’ un movimento qualunquistico, cui rispondere con degnazione?” “Al contrario, è una ulteriore spia di una progressiva disaffezione verso la politica ed il sistema della rappresentanza, di cui si deve tenere il massimo conto, proprio ora che i nodi del nostro welfare, i nodi che si sono costruiti proprio nel corso degli anni sessanta e settanta, quelli del maggiore sviluppo del sistema dei partiti e dei sindacati, stanno venendo al pettine.” “Di fronte a questo appuntamento, che è poi quello con l’unione e la competizione europea e col mercato globale, di fronte alla constatazione che la grande maggioranza della popolazione sarà chiamata a ulteriori sacrifici, che in molti casi comporteranno una riduzione del tenore di vita o delle aspettative, è bene che ci si ponga anche il problema di dare dei buoni esempi. Solo così “i rapporti tra cittadini ed istituzioni” potranno concretamente essere qualcosa di più di quella espressione retorica che per molti stanno diventando.” “