“Un passaggio atteso a cui si giunge dopo numerose e non facili tappe di avvicinamento”. Così l’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc) commenta l’avvio della discussione alla Camera del testo unificato sul “Riordino dei cicli scolastici”. In una nota diffusa oggi, l’Aimc parla di una “giornata importante per la scuola che chiede un quadro di riferimento entro cui collocarsi in una stagione innovativa complessa”. Rimangono però a parere dell’associazione ancora diversi problemi da risolvere: la legge-quadro “si è talmente indebolita da perdere i propri connotati tipici”. L’elemento che più di altri l’Aimc critica è “l’incongruenza lessicale” presente nel testo unico e “certamente generatrice di confusioni”. Tra queste, l’Aimc parla del ritorno di “vecchie espressioni (scuola di base e licei) che, se non nella intenzione degli estensori, certamente nell’immaginario scolastico richiamano stagioni ormai superate”. A questo proposito, i maestri cattolici segnalano “una preoccupazione di tutto rilievo: non vorremmo che rientrasse dalla finestra ciò che si era deciso di fare uscire dalla porta”. “La scuola – conclude l’associazione – attende una legge-quadro non comunque sia, ma ‘tutta’ di buon livello, in cui siano eliminate le contraddizioni e potenziate quelle positività già presenti nel testo a partire dalla garanzia di un periodo di obbligo tutto vissuto nella scuola”. ” “