“Il caso di Germana, la disabile di Locri che ha scritto al presidente Ciampi, lancia un messaggio importante: la riforma dello Stato sociale in atto deve far sì che i disabili siano trattati come tali, disponendo le provvidenze e gli aiuti necessari, evitando il rischio di penalizzare chi è più debole e povero”: lo ha detto al Sir don Tommaso Faggiano, direttore delle attività educative e riabilitative dell’Opera Don Guanella di Roma, dove sono ospitati 232 ritardati mentali adulti e vengono assistiti, in day-hospital, altri 75 adulti e 132 bambini da zero a 15 anni. Don Faggiano esprime “rispetto per il vissuto singolo” di Germana, che ha addirittura reso pubblico il desiderio di ricorrere all’eutanasia, per far cessare la sofferenza e i disagi cui è sottoposta. “Tuttavia – aggiunge – a fronte della sua rabbia e depressione, occorre dire che ci sono anche esperienze diverse, di persone che pur con gravi menomazioni, dicono di essere felici e di avere scoperto valori che non sospettavano essere presenti nelle situazioni di dolore”. Cita il caso di Rosanna Benzi, che ha vissuto per anni nel polmone d’acciaio “distribuendo a tutti serenità e gioia di vivere”. “Credo – aggiunge – che nella società stia comunque crescendo la sensibilità verso i disabili. Emblematico il caso di albergatori che ho visto commuoversi alla fine del soggiorno di disabili nostri assistiti. Non solo avevano fraternizzato con loro ma emergeva un coinvolgimento affettivo forte e sincero”. Secondo don Faggiano occorre quindi che lo Stato si impegni, secondo quanto espresso dal presidente Ciampi, per applicare le tante leggi esistenti, “che sono per lo più molto valide”, sottolinea, mentre “per la comunità cristiana sorge un dovere più esplicito di dare aiuto a persone che vivono a volte situazioni molto difficili”.