“Sono avvenimenti che continuano a succedere e che vengono alla luce. Dietro c’è la pretesa del governo e delle autorità di controllare qualsiasi movimento religioso e di altra natura attraverso le associazioni patriottiche. Questa setta in particolare, al pari del movimento clandestino cattolico, non accetta la mediazione del governo ed è per questo che viene perseguitata pesantemente”. Così padre Giancarlo Politi, direttore di “Mondo e Missione” che per oltre 20 anni ha vissuto ad Hong Kong, commenta la repressione che il movimento di ispirazione buddista, “Falun Gong”, sta subendo in Cina da parte del governo. ” “”Il governo cinese – spiega il religioso – ha sempre fatto così da cinquanta anni e non si ferma di fronte a niente. L’esempio più chiaro è quanto avvenne dieci anni fa in piazza Tienanmen in cui sono entrati addirittura con i carri armati. Il regime non ammette discussioni e chi si oppone o non accetta le indicazioni del partito viene definito fuori legge o revisionista”. “Le manifestazioni di protesta – prosegue il direttore – ci sono sempre state e sempre ci saranno. Il problema è che all’interno è difficile coglierle tempestivamente”. Padre Politi ricorda che in Cina il controllo della informazione “è forte e capillare” e non ritiene che queste manifestazioni possano essere l’inizio di una storia nuova per il Paese. “Non credo – dice – che ci siano prospettive visibili in questa direzione. Il partito dimostra sempre di più di essere pronto a schiacciare qualsiasi voglia di libertà. E’ pronto e lo fa. Se un giorno capiterà qualcosa, sarà all’improvviso”. ” “