Le risposte sociali al fenomeno della tossicodipendenza in Italia stanno cambiando “molto lentamente” secondo la presidenza del Cnca, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, che commenta la “Relazione annuale” al Parlamento sullo Stato delle tossicodipendente in Italia nel 1998, presentata oggi. Dalla relazione emergono alcune novità, tra cui il calo degli utenti dei Ser.T. (Servizi pubblici per le tossicodipendenze), che passano da 138.218 nel 1997 a 137. 657, ma anche degli utenti delle comunità e dei centri diurni (da 22.375 a 21.532). Il Cnca mette in evidenza, però, il dato relativo all’età media degli utenti dei Ser.T., che “è sempre più alta”: il 52,4 % ha più di 30 anni; tra il ’91 e il ’98 la percentuale degli ultratrentenni è cresciuta del 14 %. “Anche se non vi sono indicazioni su quanti siano gli utenti abituali e da quanto tempo – osserva -, non è azzardato affermare che cresce inarrestabilmente la cronicizzazione della tossicodipendenza”. Il Cnca rileva anche il positivo calo dell’incidenza del virus Hiv tra i drogati: tra il ’91 e il ’98 la percentuale degli utenti infettati è passata dal 28,8 % al 16,2 % mentre rimane invece “sostanzialmente stabile il numero dei morti per overdose”: nel ’98 sono stati 1.076, ossia solo 84 in meno rispetto al ’97. Dalla relazione risulta quindi che la risposta dei servizi pubblici e privati “cambia molto lentamente”, anche se, precisa il Cnca, “la situazione è molto diversa da regione a regione”: “Ma in questa fase – afferma – sui traguardi effettivamente raggiunti, sembrano prevalere i desideri” come quello dei Ser.T. di non essere più considerati “semplicemente luoghi di somministrazione del metadone” ma “strutture cliniche polivalenti”. Alle comunità terapeutiche del privato sociale, invece, la Relazione consiglia “di trasformarsi in ambiti di trattamento residenziale intensivo, sviluppando una forte interazione con i servizi specialistici”.