In vista della discussione in Senato delle nuove misure decise dal Governo in tema di parità scolastica, i direttori dei settimanali cattolici del Nord Est hanno firmato un editoriale comune che viene pubblicato sull’ultimo numero dei rispettivi settimanali (in tutto una ventina). “Ha fatto molto discutere – si legge nell’editoriale – la proposta del buono di cinquecentomila lire annue per gli studenti meno abbienti delle secondarie, mentre le scuole materne ed elementari, nel quadro di un primo riconoscimento del sistema integrato, verrebbero ‘sistemate’ con 30-35 milioni per classe, d’intervento diretto dello Stato. La sostanza del problema però non sta nell’entità del finanziamento, ma nell’ambiguità del principio che sembra ispirarlo: assegnare un sussidio ai più poveri, che copre sì e no il costo dei libri, sarebbe il riconoscimento di un qualche diritto allo studio e non certo del principio di parità, che consente a poveri e ricchi di scegliere indistintamente e liberamente l’educazione, cioè la crescita intellettuale e morale da dare alle nuove generazioni. Un principio che fin dagli anni Ottanta trova in Europa vasta e coerente applicazione, facendo obbligo a tutti gli Stati membri di adeguarsi: l’unità europea chiede di rompere schemi ‘ideologici’ e di pregiudizio che in Italia sono duri a morire”. (segue)