MONS. EGGER (BOLZANO): “LA CHIESA RUSSA SI STA RIPRENDENDO”

Questa l’impressione che mons. Wilhelm Egger, vescovo di Bolzano-Bressanone, ha ricevuto dal suo viaggio in Russia e Bielorussia, il cui momento culminante è stato l’incontro con Alessio II, patriarca dell Chiesa ortodossa di Mosca e dell’intera Russia. “In Bielorussia – spiega Egger – il numero delle diocesi ortodosse è salito dall’unica di dieci anni fa fino alle dieci attuali. Due sono le diocesi cattoliche. Le parrocchie erano 300 e sono diventate 1000. Accanto alle strutture organizzative, si nota la crescita di molte strutture di carità: alla volontà di ricostruire chiese si affianca così l’attenzione alle persone”. La comunità cattolica a Mosca conta invece circa 80 mila fedeli, con varie comunità linguistiche: russi, polacchi, coreani, spagnoli”. Il vescovo di Bolzano-Bressanone, inoltre, è rimasto sorpreso dalla “grande apertura ecumenica” praticata in Russia, che si esplica come “apertura di questa Chiesa a tutto il patrimonio spirituale, culturale, teologico degli altri fratelli d’Europa”. Il patriarca Alessio II, riferisce Egger, si è soffermato sui problemi della Chiesa in Russia: “Ci ha parlato del bisogno della catechesi – racconta il vescovo Egger – dei problemi sociali legati alla grande povertà e di quello preoccupante delle sette. Ci sono stati avvicinamenti con la Chiesa di Roma, ma il rapporto non si presenta sempre facile, specie sulla questione degli uniati”, cioè delle comunità cattoliche di rito orientale che nel secondo dopoguerra furono unite forzatamente alla Chiesa ortodossa e che oggi, con il ripristino della libertà religiosa, chiedono di ritornare cattoliche in unione col Papa. “Chiedono anche – spiega il vescovo – che vengano restituite loro le chiese e i luoghi di culto, spesso con manifestazioni molto decise. Per questo il patriarca teme che gli uniati vogliano frantumare le diocesi ortodosse”. ” “” “