“Sulla parità scolastica la maggioranza ha fatto un passo avanti, oppure no?”. E’ quanto si chiede Alberto Campoleoni, esperto in problemi scolastici, in una nota pubblicata sul Sir di oggi, a proposito dell’ “accordo” raggiunto nel vertice di maggioranza di ieri sulla questione della parità scolastica. Dopo la stesura di un testo unitario, che verrà esaminato dal Senato il 20 luglio, ricorda Campoleoni ripercorrendo l’iter del disegno di legge sulla parità scolastica, il cui approdo ultimo viene definito “fortemente discutibile e deludente”, “molti ritenevano ormai – commenta l’autore dell’articolo – che il passo ‘storico’ di una legge sulla parità scolastica fosse da rinviare a tempi migliori e a diverse maggioranze di governo”. Ieri, invece, l’accordo sulla proposta di mediazione del ministro Berlinguer, che “comprende un pacchetto di miliardi per il diritto allo studio degli studenti, di scuole pubbliche e private, appartenenti a famiglie che sono al di sotto di un determinato reddito – e dunque affronta il nodo delicatissimo dei finanziamenti – ma anche parla di regole per la scuola privata, che farà parte con la scuola statale e comunale, del sistema scolastico nazionale, definito per legge”. “Hanno ragione – osserva Campoleoni – quanti hanno subito criticato l’accordo di maggioranza sottolineando come sia cosa diversa la questione della parità scolastica rispetto al diritto allo studio. E’, d’altra parte, davvero stupefacente che l’intesa raggiunta lasci soddisfatti politici così diversi tra loro. Ma tant’è. Buon senso vuole che si aspetti, per dare un giudizio articolato sul merito dell’accordo. Per intanto va incassato il rasserenamento del clima dopo le ultime roventi discussioni”. Sulla parità scolastica, conclude però Campoleoni, “non si possono fare ulteriori rinvii. E’ questione di civiltà e di libertà per tutti, oltre che di omologazione all’Europa”. ” “” “” “