La “festa di compleanno” si è svolta ieri sera, presso la sede del centro, a Trastevere, con l’intervento del presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto. “Il centro di cultura ebraica – ha detto Luzzatto – per 25 anni ha rappresentato un modello da presentare e da estendere anche ad altre realtà ebraiche”. “Nella tradizione ebraica – ha spiegato – è molto raro che vi sia fra il maestro e l’allievo un vero e proprio rapporto ex-cathedra. E’ molto raro che un problema di principio o persino di comportamento pratico venga risolto in maniera irrevocabile da un ipse dixit”. Piuttosto l’ebreo pone domande e desidera “poter essere lui stesso a scegliere responsabilmente una volta che i maestri gli abbiano fornito i necessari dati e principi metodologici”. E’ quanto cerca di fare il centro di cultura ebraica: “Sviluppare – ha detto Luzzatto – un approccio ebraico alla cultura ebraica, senza fermarsi a schemi standardizzati, a ricette da ripetere secondo un unico stampo”.” “”Il centro di cultura ebraica – ha raccontato la direttrice, Bice Migliau – è il servizio culturale e di educazione informale della Comunità ebraica di Roma, creato nel 1973 allo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione della cultura ebraica. L’iniziativa fu presa dalla comunità ebraica di Roma con il sostegno, per i primi anni, dell’America Joint e del Dipartimento Educazione del Wzo (Israele)”. Il centro organizza conferenze, corsi sulla cultura ebraica, mostre, visite guidate al ghetto, incontri nelle scuole. Ha anche una biblioteca con oltre 5 mila volumi e 2 mila diapositive. Oggi in Italia gli ebrei sono oltre 35 mila, mentre nel mondo se ne contano circa 20 milioni, dei quali 4.365.000 in Israele. ” “