“Forze ed energie nuove che nascono da una Chiesa viva per rendere ancora piu viva la missione universale”. Cosi mons. Sergio Bertozzi, direttore del Cum di Verona (Centro unitario per la cooperazione missionaria tra le chiese) definisce in una nota per il Sir le 8.651 suore non italiane presenti sul nostro territorio. Il loro numero ha superato quello delle 8.030 suore italiane che lavorano all’estero. “Il risultato – ha detto mons. Bertozzi – e davanti agli occhi di tutti. L’ho chiamato il “villaggio globale” delle nostre diocesi. Vale a dire quella presenza di ‘operai’ del Vangelo, provenienti da ogni angolo del mondo, che va ad arricchire le pastorali delle comunita cristiane”. E’ un fenomeno che riguarda non solo il mondo delle religiose ma anche il clero in Italia. Sono infatti piu di 1.675 i sacerdoti provenienti dai Paesi di missione e dall’Est europeo e “il numero va crescendo di anno in anno”. Secondo mons. Bertozzi, la presenza di religiose e sacerdoti stranieri “rappresenta una risorsa, ma comporta anche un discernimento”. Bisogna cioe domandarsi ” che cosa la Chiesa italiana si aspetta da loro e che cosa si attende la loro Chiesa di origine. Il punto e come favorire l’inculturazione reciproca, per migliorare la fraternita internazionale”. Per mons. Bertozzi, occorre prestare piu attenzione ad alcuni nodi e difficolta “perche queste religiose non si sentano sottovalutate, o non accettate, quindi non accolte. Sono difficolta che con il tempo potranno essere meglio superate se tutti insieme sapremo riscoprire il timbro ‘doc’ del lavoro della Chiesa nel mondo, la carita, l’accoglienza, che nasce innanzitutto dallo spirito di comunione”. Proprio su questi problemi il Cum di Verona ha riflettuto per cinque giorni riunendo sessanta suore non italiane.