Per antica tradizione l’estate è tempo propizio per riflessioni di prospettiva sulla politica. Ed oggi ce n’è veramente bisogno. “Abbiamo assistito – osserva Roberto Cartocci, uno studioso di questioni politiche – a vie traverse, apparenti accelerazioni, brusche e ripetute frenate, proposte disorganiche e incoerenti di attori deboli, tutti interessati ad assicurarsi un futuro in un ambiente assai incerto, che non a costruire una “casa comune”, cioè un nuovo, stabile assetto del sistema politico, dopo il crollo di quello imperniato sulla Dc (ed il Pci). Nel frattempo la politica e la partecipazione hanno mutato pelle. In questa situazione anche il tradizionale tema di dibattito su “i cattolici e la politica” non può che porsi in termini nuovi. In realtà non interessa più praticamente a nessuno declinarlo in termini di appartenenze partitiche. Serve soltanto ad alimentare una spirale di discussioni interne alla classe politica. Gli elettori cattolici, come dimostrano unanimi gli studi, si distribuiscono sull’insieme dell’offerta politica, concentrandosi nell’area centrale ed in particolare nel partito di maggioranza relativa.” “Il punto in realtà non è quello del voto o della militanza, per cui ritroviamo appunto elettori ed eletti in diversi schieramenti. Il punto sta nell’elaborazione politica su quei temi di fronte ai quali i partiti e le forze politiche restano, per forza di cose reticenti, come dimostra la difficoltà a decidere sul welfare state, sulla riforma della scuola e la parità scolastica, le politiche di rilancio economico e di lotta alla disoccupazione, le frontiere della bioetica e molti altri capitoli. La politica, nei nostri sistemi, è destinata sempre di più a tecnicizzarsi, come pure la classe politica. Non smentiscono questa tendenza la partecipazione e la vittoria nelle competizioni elettorali da parte di esponenti della vita professionale, economica e sociale. Proprio per questo l’elaborazione sui temi della politica non può essere lasciata solo alle forze politiche.” “Esiste oggi un terreno di cui tutte le persone responsabili avvertono l’importanza, anche se non è ancora sufficientemente esplorato, definito. E’ il terreno del progetto, della elaborazione, della proposta, per non lasciarsi smarrire in un presente piatto, disincantato, illuminato dalle luci della società dei consumi, fino a che esse continueranno a brillare. Oggi non attraggono più nessuno, né i reduci, né i giovani, quei dibattiti per iniziati su questioni come “i cattolici e la politica”, che tanto interesse suscitavano venti o trent’anni fa. Nello stesso tempo stentano a decollare quelle molteplici iniziative di confronto e di elaborazione sui capitoli (e sono tanti) di questo passaggio storico, che pure sarebbero necessarie. Tutto ciò può risultare assai più faticoso che un superficiale cicaleccio sugli schieramenti o generici richiami alla necessità dell’impegno politico. Eppure sembra oggi una strada obbligata, tanto più feconda se svincolata da quella immediata finalizzazione allo schieramento politico, che pure il circuito dei media amerebbe e continua a richiedere.” “Una delle occasioni o delle cornici possibili per avviare questo lavoro sempre più urgente, nel quale forse siamo già in ritardo, è certamente il progetto culturale, che deve sollecitare tutti i molteplici soggetti che ancora fanno la vitalità del “mondo cattolico” a prendere ognuno per proprio conto la propria iniziativa.” “Le prime obiezioni (ora fortunatamente superate) al progetto culturale derivavano dal fatto che la proposta veniva proprio mentre si consumava la fine della cosiddetta unità politica dei cattolici. Ma lungi dall’essere una riproposizione surrettizia di una esperienza evidentemente passata, si tratta proprio dell’invito a misurarsi con il nuovo, a muoversi con sollecitudine. Con la consapevolezza della limitatezza dei mezzi, della povertà delle risorse, ma anche della necessità di pensare in grande. Perché solo così, andando al fondo dei problemi, si possono articolare risposte che possano risultare interessanti per tutti. All’interno del mondo cattolico occorre vincere la stanchezza e la sindrome della litigiosità, come pure un rapporto con la politica alle prese con il duplice rischio della contiguità o della totale chiusura. ” “Ci sono già diversi esempi dell’avvio di questo lavoro innovativo, e nel contempo legato alla storia più autentica della presenza dei cattolici nella società italiana, sia esso o meno esplicitamente collegato con l’idea del progetto culturale. Ne servono molti altri. Il tempo è poco, ma il momento è propizio.” “” “” “” “” “