La scuola, ha proseguito il card. Ruini intervenendo oggi all’incontro organizzato dalla Fondazione “Amici di Liberal” e dal Movimento per l’Europa popolare, “non può non avere di mira la formazione della persona, che è la maggior risorsa su cui oggi deve contare un sistema economico”. Incrementare i rapporti tra scuola e lavoro, in questa prospettiva, “non è in alcun modo in alternativa al mantenimento, e anzi al potenziamento di quel carattere umanistico che ha costituito una delle migliori qualità della scuola italiana”. Il presidente della Cei ha concluso il suo intervento ricordando che “la qualità e il possibile miglioramento della scuola passano anzitutto attraverso la qualità, e direi l’autenticità, dei suoi dirigenti e insegnanti”. La scuola cattolica, in questo ambito, può offrire un “buon contributo”, “garantendo “la libertà effettiva” dei ragazzi e dei giovani.” “Lo Stato deve “finanziare, ma non gestire l’istruzione di tutti i cittadini”: questo, si legge nel documento presentato oggi a Roma, il primo obiettivo che si deve prefiggere una “scuola libera”, in cui va affermata “una pluralità di offerte e istituti formativi, statali e non, e una pluralità di opzioni possibili per il cittadino”, attraverso “la pari dignità tra le diverse scuole e quindi l’assoluta irrilevanza del fattore economico nella scelta da parte dei cittadini”. L’abolizione del valore legale dei titoli di studio, l’indicazione annuale di quanto lo Stato intende spendere per la formazione di ciascun cittadino, il riconoscimento dei costi di istruzione che la famiglia sostiene per ciascun alunno (ad esempio tramite la detrazione fiscale): questi altri “obiettivi” che la scuola libera deve porsi, secondo gli estensori del documento, firmato tra gli altri da Carlo Bo, Dario Antiseri, Bruno Romano e Paolo Savona.” “