“E’ un buon segno e un passo in avanti ma speriamo che non sia l’epigono di tanti tentativi”. Così don Elia Ferro, responsabile dell’ufficio per la pastorale degli italiani all’estero della Fondazione Migrantes, commenta l’avvenuta approvazione di ieri, da parte della Camera, della legge per il voto degli italiani all’estero. Si tratta del terzo voto del Parlamento; la legge per essere operativa dovrà passare di nuovo al Senato. Lo scorso anno la legge definitiva non è passata per 12 voti, per questo, ricorda don Ferro, speranze e cautele vanno di pari passo: “E’ una nuova tappa ma non è ancora concluso niente. E’ anche significativo il fatto che sia stata approvata a larga maggioranza”. ” “Ma tra gli italiani all’estero, osserva, “c’è un po’ di disincanto, visto che è la terza o quarta volta che la legge viene riproposta”. Don Ferro lamenta anche la scarsa attenzione data dai media, che hanno riportato la notizia in poche righe: “Il fatto che l’opinione pubblica non sia informata è sicuramente negativo – afferma – perchè così non viene messa nelle condizioni per poter esprimere un parere. Gli italiani all’estero si sentono dimenticati, oggetto di attenzioni solo per motivi economici o per l’ambientazione della politica italiana. Ma questa non è ancora la politica dell’altra Italia all’estero”. ” “