PORTO MARGHERA: “L’INQUINAMENTO NON PUÒ ESSERE PERDONATO”

In seguito alla fuoriuscita di una tonnellata di cloruro di vinile monomero (Cvm) – gas altamente cancerogeno – verificatasi l’8 giugno dagli impianti dello stabilimento dell’European Vynil Corporation di Porto Marghera, la Magistratura ha aperto delle indagini e il ministro dell’Ambiente Edo Ronchi ha emesso un’ordinanza di chiusura temporanea dello stabilimento. “Una decisione doverosa. Dopo quello che è successo credo che non si potesse fare altrimenti, anche perché – commenta don Fabio Longoni, responsabile diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro in un’intervista rilasciata al settimanale Gente Veneta in uscita domani – l’accordo sulla chimica siglato lo scorso anno non poteva essere vanificato da una situazione del genere”. E’ necessario pertanto, di fronte a 250 lavoratori in cassa integrazione e a migliaia di altri posti a rischio, assumere “una presa di posizione netta a favore delle persone che lavorano” e di “tutto il resto della popolazione. Crediamo che ci siano delle responsabilità che toccano le aziende, la popolazione e i lavoratori. Quando abbiamo scelto il Petrolchimico per la Marcia-Veglia per la Pace 1999, volevamo testimoniare la nostra partecipazione all’accordo sulla chimica ed abbiamo detto che era possibile conciliare lavoro e ambiente. La convinzione rimane ma, dopo quanto è accaduto, conclude don Longoni, “non è pensabile che queste cose possano essere perdonate”.