Le donne firmano di più per destinare l’otto per mille alla Chiesa cattolica. E’ quanto risulta da un’indagine realizzata dall’Istituto di ricerche Eurisko, secondo cui nel 1998 le donne hanno firmato per la Chiesa cattolica nell’88,6% dei casi, rispetto all’83,2% della media nazionale; gli uomini, invece, hanno firmato per la Chiesa cattolica nel 78,2%. “Una maggiore attenzione alla solidarietà e una più forte consapevolezza”: sono queste – si legge in una nota del Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, che rilancia il sondaggio dell’Eurisko, realizzato su un campione di 2 mila contribuenti – le ragioni principali che spiegano questa alta partecipazione delle donne alla destinazione dell’otto per mille alla Chiesa cattolica; il 53% di esse, infatti, afferma che il motivo principale della sua firma è la “fiducia nella Chiesa e nel suo impegno a favore dei deboli, dei bisognosi e della società”. Grazie all’otto per mille, informa il Servizio della Cei, sono oltre 6 mila le opere di culto e carità già realizzate in Italia e nel Terzo Mondo dove, oltre alle emergenze, la Cei ha avviato più di 3.700 progetti di cooperazione e sviluppo. Numerose le testimonianze riportate nel Comunicato, di coloro che hanno “ritrovato una speranza” in strutture come centri di accoglienza o di ascolto, case per anziani, comunità di recupero o per malati terminali. Patrizia vive nella Casa famiglia di Castellace (Oppido Mamertina): “Sono sieropositiva e ho un passato che, per tutto l’amore che ho ricevuto in questo periodo”; “I miei figli in questo luogo possono correre con libertà; trovano la gioia di sorridere e giocare con gli altri bambini”, dice una mamma dell’America Latina, ospite di “Casa Betania” di Roma. ” “” “