“Ci sembra di vedere finalmente qualche segnale di distanza dei politici italiani dalle posizioni di Stati Uniti e Regno Unito. Ti scriviamo per incoraggiarti a non indietreggiare da queste posizioni”. Così inizia la lettera scritta da Sonia Stefanovichj, coordinatrice nazionale dei giovani delle Acli e indirizzata al presidente del Consiglio. Nella lettera si ricorda a D’Alema che “la sospensione immediata dei bombardamenti per dare voce alla trattativa è l’unica strada utile per affrontare la situazione nei Balcani”. ” “”La società civile italiana – scrive inoltre Stefanovichj – rischia di non avere più nulla in comune con la politica”, in quanto a valori, presupposti e finalità: “Non ci accontentiamo di sedere ai tavoli per organizzare la solidarietà – ribadisce – chiediamo alle forze politiche di rispettare la Costituzione italiana e di adoperarsi per costruire una pace giusta, che smorzi la polveriera dei Balcani e crei le condizioni per un’evoluzione della situazione in senso democratico”. A conclusione della lettera i giovani delle Acli, riferendosi alla immensa tragedia della pulizia etnica, chiedono, oltre alla fine dei bombardamenti, “che l’Onu assuma il controllo di una forza internazionale di interposizione” e che la comunità internazionale “si adoperi affinché le risorse economiche disponibili vengano investire in progetti di sviluppo della società civile locale”. ” “” “