“Gli scenari di guerra e di miseria a cui i mass media ci stanno abituando in questa fine millennio non sono l’ultima parola sull’uomo”. Padre Bernardo Cervelliera, direttore dell’agenzia Fides, commenta così il messaggio del Papa per la 73ª Giornata missionaria mondiale, diffuso ieri. Mentre “disegna le tragedie”, scrive Cervellera nell’editoriale, il Papa “dice anche che c’è speranza del mondo”. Ma la “notte”, commenta il direttore di Fides, “è lunghissima. C’è la tragedia dei kosovari scacciati dalle loro case, e le sofferenze del popolo jugoslavo, costretto da ormai due mesi a subire quotidianamente la violenza di bombardamenti che ne mettono a repentaglio la vita”. Oltre la guerra dei Balcani, ci sono poi “le guerre dimenticate in Africa, la sofferenza in Iraq, la difficile condizione di tanti cristiani e non, in molti Paesi asiatici o latinoamericani; gli affamati della Corea e dell’Indonesia, i martiri della Cina, del Vietnam, quelli della Colombia e del Messico”. Di qui l’appello rivolto dal Papa “alla responsabilità dei cristiani” nella missione, che non va intesa soltanto come “una generosità economica”, ma come “responsabilità continua” che “qualifica tutta l’attività di preti e di laici”. E’ proprio la missione, fa notare infatti Cervellera a proposito del messaggio del Papa, “l’aspetto che misura la generosità e l’impegno delle Chiese”: in questo senso, i circa 95 mila missionari sparsi nel mondo “sono altrettanti agenti di sviluppo: con loro arrivano alfabetizzazione, sanità, dignità, giustizia, informazione”. ” “” “