“I santuari sono oggi la ‘cifra’ rilevante della realtà della Chiesa”. Lo ha detto mons. Stephen Fumio Hamao, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti presentando il documento sui santuari. “La loro importanza – ha spiegato l’arcivescovo – viene sottolineata innanzitutto dal numero imponente e crescente di pellegrini che li visitano, e che sono spesso milioni di persone. Tuttavia, in una prospettiva più radicale, la loro importanza è data dal rinnovamento di vita che sono capaci di operare. Nei santuari la vita sacramentale dei fedeli diviene più profonda, specialmente nella celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia”. Secondo mons. Hamao, la crescente affluenza dei pellegrini nei santuari ha diverse ragioni. Innanzitutto è “facilitata dalla mobilità che caratterizza la società moderna”. Ma, c’è un motivo più profondo. “Senza dubbio – spiega l’arcivescovo – l’attrazione esercitata dai santuari trova una corrispondenza nella disgregazione della società, nella difficoltà di incontrare spazi per la propria vita personale, familiare o di gruppo, e soprattutto in un’assenza sempre più dolorosa di vita spirituale”. Per questo, ha proseguito mons. Hamao, “i santuari sono un dono prezioso di Dio alla Chiesa e all’umanità di oggi”. Il santuario accoglie tutti anche “chi – ha detto mons. Crescenzio Sepe, segretario generale del Comitato del Grande Giubileo del 2000 – è in cerca di fede”. D’altronde, “il recarsi al Santuario – ha aggiunto mons. Francesco Gioia, segretario del Pontificio Consiglio degli itineranti – non è una cartina di tornasole che può dare lo spessore della fede, della speranza e della carità di un pellegrino. Rappresenta un primo passo e Dio è così buono che si accontenta anche del più piccolo desiderio di Lui”. ” “” “