MORTE SUL TRENO DEI TIFOSI: MOSELLA (CSI), “TROPPE LACRIME DI COCCODRILLO”

“La prevenzione e l’educazione allo sport sono oggi una necessità e un dovere”. Di fronte alla tragedia dell’incendio del treno che trasportava ieri mattina tifosi della Salernitana, e sul quale sono morti quattro giovani, Donato Mosella, presidente del Centro sportivo italiano, esprime al Sir tutta la sua amarezza: “Questi episodi – afferma – sono il frutto di una spettacolarizzazione a tutti i costi del mondo dello sport”. “C’è una complicità tra società sportive e organizzazioni dei tifosi che intendono lo sport solo come spettacolo e business – osserva Mosella -. Di fronte a questi drammi i dirigenti dovrebbero avere il pudore di stare zitti e non versare lacrime di coccodrillo come fanno sempre. In realtà conoscono già i meccanismi che vanno a innescare e i prezzi che si dovranno pagare per uno sport concepito in questo modo, senza un progetto educativo alla base”. Molti di questi giovani tifosi, precisa Mosella, “non hanno alle spalle storie di disagio o di emarginazione, ma vengono coinvolti da queste forme esasperate di protagonismo, che dal campo passano alle gradinate degli stadi, fino alla violenza sui treni”. E cita, a questo proposito, l’abitudine dei calciatori che, dopo aver fatto un goal, scoprono magliette che a volte invitano alla violenza e alla competizione. “Non basta che i calciatori si arricchiscano a dismisura – osserva -. Ma almeno si abbia il coraggio di chiedere loro comportamenti etici e sani e di prendere dei provvedimenti quando non rispettano le regole”. Anche proposte come i maxi-schermo nelle piazze (per evitare che la tifoseria viaggi sui treni), secondo Mosella, “sono solo dei palliativi che non risolvono nulla, perché la violenza si trasferirebbe in altri luoghi”. “Un Paese civile – conclude – dovrebbe avere il coraggio di educare allo sport dando forza ai valori che propongono le associazioni sportive. Invece sta avvenendo tutto l’opposto, come l’annullamento dei finanziamenti delle agevolazioni fiscali. Questo non è casuale: c’è dietro un disegno preciso per far prevalere sempre di più il tifo organizzato”.