Saranno limitate a 12 (prima erano 16) le Commissioni episcopali, ossia quegli organismi formati dai soli vescovi per trattare temi di interesse culturale e pastorale. In questo modo i vescovi componenti il Consiglio episcopale permanente saranno tra i 29 e i 32 (prima erano 40), comprendendo anche i 16 membri presidenti delle Conferenze episcopali regionali. Sono state abolite, invece, le Commissioni ecclesiali formate da vescovi, sacerdoti, religiosi e laici. Tutto questo deriva dalla revisione dello Statuto della Cei, e in applicazione della lettera apostolica motu proprio di Giovanni Paolo II, “Apostolos Suos”, ” “L’assemblea della Cei, come ha informato oggi il cardinale Camillo Ruini durante la conferenza stampa, ha ridisegnato l’intero quadro delle Commissioni episcopali, che saranno supportate da esperti, in qualità di consulenti, scelti d’intesa con la presidenza della Cei. “Mentre prima i laici erano presenti solo in alcune Commissioni ecclesiali e quindi solo per alcuni temi – ha spiegato mons. Giuseppe Betori, sottosegretario della Cei – ora ogni Commissione episcopale si avvarrà di esperti, anche se le decisioni verranno prese solo dai vescovi. Si è tenuto conto soprattutto del ruolo dei presidenti delle Conferenze episcopali regionali, per ribadire che la Cei privilegia la visione di una ‘Chiesa di luogo’ piuttosto che di una ‘Chiesa di temi”. Questo l’elenco delle Commissioni: dottrina della fede, annuncio e catechesi; liturgia; servizio della carità e della salute; clero, vita consacrata; laicato; famiglia e la vita; evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese; ecumenismo e il dialogo; educazione cattolica, la scuola e l’università; problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace; cultura e le comunicazioni sociali; migrazioni. Sparisce invece la Commissione episcopale per i problemi giuridici, che sarà sostituita da un Consiglio per gli affari giuridici. Le elezioni dei presidenti delle Commissioni è prevista per l’assemblea Cei del maggio 2000.” “