Il problema della fine del regime tariffario agevolato per l’editoria è stato al centro dell’ultima assemblea generale dell’Unione stampa Periodica italiana (Uspi), rappresentativa di oltre 4.000 testate. La normativa introdotta con la Finanziaria per il ’99 prevede, a partire dal 1° gennaio 2000, un rincaro delle tariffe postali da un minimo del 150% ad un massimo del 400%. “In conseguenza di tale inopinato aumento dei costi – afferma l’Uspi – migliaia di testate della piccola e media editoria rischiano di scomparire”.” “Entro il 1° ottobre la Presidenza del Consiglio dei ministri dovrà varare i decreti attuativi della legge Finanziaria, dai quali dipenderà la sorte di gran parte dell’editoria italiana. ” “Il Vicesegretario generale dell’Uspi, Vetere, ha inviato al Sottosegretario delegato all’editoria, Marco Minniti, una lettera per chiedere un immediato intervento per scongiurare la fine di molte testate. ” “Anche don Vincenzo Rini, presidente della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) che riunisce 140 testate locali, e Roberto Massimo, presidente del Consorzio nazionale servizio informazioni settimanali (Consis), si dichiarano ” molto preoccupati per il rincaro previsto dalla normativa che penalizza gravemente giornali che sono fondamentali per la crescita democratica e culturale delle realtà locali”.” “