Un nuovo appello per la pace nei Balcani è stato lanciato oggi dal Santo Padre durante l’incontro con i membri della Conferenza episcopale italiana, al termine delle visite “ad limina” e nel corso della 46ª assemblea generale della Cei. Il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, nel suo indirizzo di saluto ha ringraziato il Papa per i passi avanti nella promozione del dialogo ecumenico e per la continua “sollecitudine” a favore della “pace tra i popoli”. Riprendendo le parole pronunciate a Bucarest il Santo Padre ha esortato di nuovo “le parti impegnate nel conflitto” a “deporre definitivamente le armi”. Rispetto alla situazione della fede in Italia il Papa ha messo in luce “difficoltà e pericoli”, quali le “tendenze a rifiutare Dio e Gesù Cristo o a metterli, per così dire, tra parentesi nella cultura come nella vita sociale e negli stessi comportamenti personali. “Parallelamente – ha sottolineato il Pontefice -, “sul piano morale si diffonde una soggettivismo che troppo spesso equivale in concreto al venir meno di ogni autentico principio e criterio etico, lasciando libero il campo al prevalere dell’egoismo, alle mode consumistiche e ad un disgregante clima di erotismo”. Affrontando poi il tema dell’assemblea – vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata – il Papa ha ricordato l’importante ruolo della famiglia, dei sacerdoti e della direzione spirituale. Però, precisa il Santo Padre, “la legittima preoccupazione di far fronte alla diminuzione dei sacerdoti e delle persone consacrate non faccia mai dimenticare che è soprattutto importante l’autenticità delle vocazioni, lo slancio nella sequela di Cristo e l’idoneità ad assumere i compiti del ministero”. (segue)” “” “