Sono 40.000 i profughi kosovari assistiti dalla Caritas italiana in 73 diverse località dell’Albania; altri 26.000 ricevono sostegno occasionale nelle zone di transito. La Caritas è l’organizzazione che ha ricevuto e sdoganato il maggior numero di carichi di aiuti per i rifugiati: 156 tir, 97 furgoni, 20 cargo aerei e un autobus, che hanno trasportato 2.400 tonnellate di materiali (1.060 di alimenti, 355 di coperte, letti e vestiario, 87 tonnellate di medicinali). A tracciare oggi per i vescovi – riuniti in Vaticano per la 46ª assemblea Cei – il panorama dell’impegno della Caritas italiana per l'”emergenza Kosovo” è mons. Benito Cocchi, arcivescovo di Modena-Nonantola e presidente della Caritas italiana. Mons. Cocchi ha precisato però che “in questa situazione è doveroso andare oltre il ruolo di ‘ambulanza della storia’ e levare forte la voce a difesa della pace”.” “Nella gestione delle aree di accoglienza operano stabilmente circa 300 persone, prevalentemente religiosi, e oltre 100 operatori di Caritas diocesane provenienti dall’Italia. Sono inoltre attivi 39 gemellaggi con le Caritas diocesane italiane. Oltre alla “prima emergenza” in molte strutture sono state già avviate iniziative che coinvolgono direttamente i kosovari, tra cui l’attività scolastica. A Kukes sono 1.000 i bambini che fanno lezione con insegnanti kosovari. ” “