SAT2000, CARD. TETTAMANZI: “CRISI DI VOCAZIONI SOLO QUANTITATIVA”

“Se c’è un fatto in cui la libertà umana si afferma intensamente quello è la vocazione; non c’è vocazione senza libertà” lo ha detto ieri a Sat2000 l’arcivescovo di Genova, card. Dionigi Tettamanzi, commentando la seconda giornata dei lavori della 46° assemblea generale della Cei in corso in Vaticano. “I giovani – ha spiegato il cardinale – sono attratti dalla radicalità di una scelta quando capiscono che la libertà vera mette in gioco il tutto della vita e chi è chiamato vive la chiamata nella gioia”. Tra le difficoltà della scelta vocazionale il card. Tettamanzi ha ricordato “la possessività delle famiglie”. “I genitori – ha detto – devono trattare il figlio come persona con i suoi diritti, i suoi doveri ma anche la sua autonomia, con il suo progetto di vita che lui stesso si da”. Per il vescovo di Tempio, mons. Paolo Atzei, un altro ostacolo al cammino vocazionale è “la fatica dei giovani, che vivono in una cultura fatta di apparenze, di trovare la vera intimità con Dio”. Utile è la testimonianza di vita di sacerdoti e religiosi che possono aiutare i giovani nella decisione. “I giovani – ha detto mons. Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona – sono affascinati da coloro che donano la vita con gioia. Pensiamo solo a madre Teresa di Calcutta o a padre Pio”. Riguardo alla crisi di vocazioni, il card. Tettamanzi ha preferito parlare di “complessità”. “La crisi – ha detto – c’è sempre stata perché nasce dalla sfida che la chiamata rivolge alla libertà della persona. Semmai – ha aggiunto – si potrebbe parlare di crisi quantitativa e non qualitativa”. Mons. Carraro, ha aggiunto che sulla crisi vocazionale pesa anche la denatalità ed ha ricordato che “ci sono molte altre forme di consacrazione nuove rispetto al passato che nascono all’interno dei gruppi e dei movimenti ecclesiali”.