“Ogni comunità in Italia è chiamata a farsi carico, nel proprio quotidiano, della gravità di questa grande questione internazionale, promuovendo gesti concreti per rinnovare con i fratelli del Sud del mondo la tradizione di riscatto alla libertà e alla dignità di fratelli, che la celebrazione del Giubileo invita a rinnovare”. Questo l’invito rivolto oggi ai vescovi italiani, riuniti per la 46ª assemblea generale della Cei, riguardo alla questione del debito estero dei Paesi poveri. Ai vescovi è stata infatti illustrata la campagna ecclesiale per la riduzione del debito estero dei Paesi più poveri, già presentata alla stampa nei mesi scorsi. Il documento della campagna ricorda che “il debito estero dei Paesi in via di sviluppo supera i 2000 miliardi di dollari, quasi 2 milioni di miliardi di lire”. Tre sono gli obiettivi primari della campagna: informare tutta la comunità ecclesiale, premere presso governo e parlamento perché siano attivati interventi di cancellazione del debito, e lanciare una grande raccolta fondi per finanziare un’operazione di conversione acquistando quote di debito di uno o più Paesi. Il governo debitore verserà analogo ammontare in valuta locale su un fondo, amministrato dal Comitato italiano in collaborazione con le Chiese locali. Il credito verrà utilizzato per finanziare progetti di sviluppo elaborati insieme alla popolazione locale”. La campagna partirà nell’autunno ’99 e durerà per tutto il 2000. Una prima comunicazione dell’iniziativa verrà inviata in ogni singola diocesi al Comitato diocesano per il Giubileo, alla Caritas, al Centro missionario e all’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, unitamente al materiale informativo. I referenti diocesani verranno coinvolti tramite incontri regionali e convegni formativi. Durante tutto l’anno saranno organizzate giornate e raduni specifici e il tema sarà inserito nelle celebrazioni e pellegrinaggi diocesani, parrocchiali e associativi. I progetti di sviluppo riguarderanno soprattutto la soddisfazione di bisogni primari e gli interventi educativi (scuola e formazione professionale).