KOSOVO: MONS. BONICELLI, “NON SOLO AIUTI MA PIÙ CONSAPEVOLEZZA”

“Non ci si accontenti di mandare aiuti, pure essenziali alla continuità della vita. Queste crisi che scoppiano a ritmo accelerato in Europa come altrove, ci interpellano come educatori spirituali dell’umanità”: è quanto sostiene mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo di Siena, in un editoriale a proposito della guerra nei Balcani pubblicato nell’ultimo numero della rivista “Orientamenti pastorali”. In una riflessione sull’esperienza della guerra nella storia, sulle problematiche morali e pastorali che ne derivano, mons. Bonicelli cerca di analizzare i presupposti e le conseguenze del conflitto nei Balcani. Secondo l’arcivescovo di Siena e presidente del Centro Orientamento Pastorale, “la Nato manca di un’investitura d’autorità che comunque dovrebbe venire dall’Onu – afferma -. L’intento di salvaguardare le popolazioni kosovare ingiustamente colpite da un bieco nazionalismo serbo, è indubbiamente meritevole; ma basta a dare credibilità e autorità? Forse che non ci sono altre minoranze schiacciate e vilipese i Curdi, per esempio? E perché non si fa nulla per loro?”. Mons. Bonicelli ribadisce che “non è compito della Chiesa giudicare una strategia, ma in gioco c’è veramente qualcosa di più della stessa vita degli esuli”. Nella drammaticità della situazione, osserva l’arcivescovo già Ordinario Militare, emerge però qualcosa di “provvidenziale”: “Serve a farci uscire dagli equilibri facili e a renderci attenti a quanto succede attorno a noi. La guerra è un fatto irrazionale, ma purtroppo anche l’irrazionalità fa parte della vita e bisogna tenerne conto”. Per questo motivo i cattolici, devono sì “muoversi e offrire in concreto aiuto per le vittime della guerra”, ma devono soprattutto cogliere “l’opportunità” per “aiutare a riflettere maggiormente, a riprendere l’iniziativa di scuole sociali dove questi temi entrano in gioco per formare un’opinione pubblica più avvertita”.