“La credibilità del futuro Parlamento europeo dipenderà dall’autorità morale dei suoi membri”. E’ quanto si legge in un documento diffuso dal Comece (Commissione degli Episcopati della Comunità Europea) in vista delle prossime elezioni europee, per le quali i cittadini degli Stati membri sono chiamati a votare dal 10 al 13 giugno. “Questo appuntamento elettorale – si legge nella nota consegnata oggi in Vaticano a tutti i vescovi italiani riuniti in vaticano per la XLVI assemblea Cei – riveste un’importanza particolare nell’attuale contesto della terribile guerra che sconvolge il Kosovo e la Serbia. Con la sua partecipazione al voto, ciascuno rafforza la legittimità del Parlamento europeo e l’autorità dell’Unione europea, permettendo loro in tal modo di fornire un contributo più efficace alla ricerca di una soluzione pacifica”. Secondo i vescovi europei, infatti, “l’Europa è alla ricerca di un nuovo dinamismo”: nell’imminenza di “un ulteriore allargamento, l’Unione Europea dovrà convocare una nuova Conferenza inter-governativa che renderà le sue istituzioni più efficaci e trasparenti”. Con il voto imminente, si legge ancora nel documento, “il cittadino ha una possibilità unica di collaborare personalmente alla costruzione dell’Europa”, che “deve essere avvertita dai cittadini nella pienezza delle sue potenzialità politiche e non soltanto come un’eccellente organizzazione di natura tecnica”. I futuri deputati europei, a loro volta, per il Comece “dovranno esercitare le loro responsabilità senza lasciarsi condizionare dalle contingenze di una mera tecnica politica”. In che modo? Favorendo, ad esempio, l’avvicinamento dei cittadini alle istituzioni e permettendo “un allargamento dell’Unione europea che vada di pari passo con un approfondimento degli ideali comunitari”.