Le chiese facciano un passo indietro per trovare spazi di incontro, perché “dobbiamo tutti tornare ad essere discepoli del messaggio evangelico”. Da qui deve ripartire il dialogo ecumenico “per uscire dalla temporanea crisi in cui versa”. Lo ha detto mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), nel corso della tavola rotonda, tenutasi sabato scorso, nell’abbazia cistercense di Chiaravalle a Milano, dall’Osservatorio interconfessionale della diocesi ambrosiana. Mutate le prospettive storiche, economiche e sociali con la caduta del Muro di Berlino, ora “servono sentieri nuovi per il dialogo verso Est e verso i nuovi movimenti che vanno diffondendosi, come i gruppi pentecostali e carismatici”. Il passo difficile per i differenti “credo” consisterà nell’accettare un confronto paritario “intorno ad un’unica cattedra”. Mons. Giordano ha poi annunciato che entro la Pasqua del 2001 verrà presentata alla Ccee e alla Kek, l’organo collegiale delle Chiese riformate, una Carta ecumenica per l’Europa. “Dobbiamo essere disposti a fare passi unilaterali di apertura”, ha insistito don Gianfranco Bottoni, dell’ufficio dialogo ed ecumenismo della diocesi di Milano, “se vogliamo restare fedeli alla logica dell’amore evangelico”, mentre per il pastore evangelico Katarina Hasse “l’unità riparte dalla convergenza sui tre valori della pace, della giustizia e della difesa del creato”. In questa prospettiva “l’osservatorio interconfessionale di Milano”, secondo padre Dimitri Fantini, della Chiesa russa ortodossa, “è un modello da imitare per la diffusione di un ecumenismo di popolo”.” “Intanto a Milano sabato 22 maggio, vigilia di Pentecoste, il Consiglio della Chiese cristiane della città ha indetto una preghiera interconfessionale per una soluzione pacifica del conflitto nei Balcani che si terrà in Duomo alle 21.” “” ” ” “” “