COMMERCIO EQUO-SOLIDALE: IN ITALIA, IN 15 MILA PER SOSTENERE IL SUD DEL MONDO

In Italia i volontari per un commercio “giusto” tra nord e sud del mondo sono più di 15 mila. E’ un esercito fatto di tanti giovani ma anche di pensionati e casalinghe. Sono loro il motore del circuito di oltre 300 “botteghe del mondo”, spesso legate a parrocchie e gruppi di ispirazione cattolica, che vendono i prodotti alimentari e artigianali provenienti dall’Africa, dall’America Latina e dall’Asia e pagati secondo un criterio etico di retribuzione dei lavoratori.” “Sono proprio questi volontari i protagonisti della quinta Fiera nazionale del Commercio equo e solidale “Tuttaunaltracosa” in corso a Milano alla Rotonda della Besana, alla quale partecipano un centinaio di associazioni e cooperative da tutto il territorio nazionale.” “Cresce anche in Italia l’interesse per una solidarietà “alternativa” e concreta verso i Paesi in via di sviluppo. Solo a Milano i negozi sono dieci senza contare i 320 punti vendita informali in funzione grazie ai volontari. “Il commercio equo e solidale mobilita ormai migliaia di persone – spiega Andrea Reina, presidente dell’associazione “Ad gentes” di Pavia -. Si tratta soprattutto di universitari e studenti delle superiori, affascinati da questa idea diversa di missione. Sono consapevoli che stare dietro ad un bancone per vendere té, caffé e artigianato etnico importato direttamente e senza intermediazioni si traduce in una significativa azione di aiuto ai piccoli produttori del sud del mondo per liberarsi dai vincoli delle multinazionali e ottenere un giusto guadagno che permetta di uscire da un circolo vizioso di povertà, mandare i figli a scuola, comprarsi nuove attrezzature e quindi migliorare il tenore di vita”. ” “