“Non si dovrebbe confondere – prosegue l’appello – tra i dirigenti che non si ritraggono di fronte a nulla pur di raggiungere i loro obiettivi e il resto del popolo – il popolo serbo – che sappiamo capace di guardare ad un avvenire nuovo.” “Non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia se non si presta attenzione al grido di coloro che non possono più gridare, perché i loro oppressori li hanno ridotti al silenzio. ” “La storia non è fatta di fatalità. E’ possibile cambiare ciò che si crede essere il corso normale delle cose. E’ possibile che dei popoli che si sono combattuti, decidano di incontrarsi e anche di amarsi.” “Sappiamo che gli uomini di fede, pur appartenendo a religioni diverse, vogliono rispettarsi e aiutarsi vicendevolmente. Vogliamo esprimere a tutti i responsabili religiosi di quella regione la nostra fiducia nella loro volontà di contribuire a costruire una pace duratura e in Paesi riconciliati, nonostante sia duro il cammino che li attende.” “La grandezza di una civiltà si misura nella sua capacità di ascoltare coloro che non hanno la forza di gridare. Che il nostro grido rompa i silenzi. Che il nostro grido apra spazi di dialogo e che, ponendosi al di sopra delle strategie e dei poteri, chiami alla responsabilità i popoli e gli individui. Ciascuno di noi, nel modo che gli è proprio, prega Dio perché faccia ascoltare a tutti i responsabili l’appello al rispetto di ogni uomo e di tutti gli uomini”.” “