KOSOVO: DON TEJADO, “IN ALBANIA È SEMPRE EMERGENZA”

“L’emergenza in Albania non è ancora finita, anzi continua in ogni momento”. Lo ha detto don Segundo Tejado, direttore della Caritas Albania, intervenendo alla conferenza stampa svoltasi oggi, al termine della prima mattinata del Congresso mondiale sulla carità, organizzato a Roma dal Pontificio Consiglio “Cor Unum” in vista dell’incontro del Papa con “I testimoni della carità”, in programma domenica prossima, 16 maggio, in piazza S. Pietro. “Prima di un anno e mezzo – prevede don Segundo – è difficile ipotizzare che i profughi possano tornare in Kosovo: deve finire la guerra, vanno ripristinate condizioni di legalità”. Di qui la necessità di “gestire i ‘tempi lunghi’ dell’emergenza”, in campi di accoglienza “in cui le condizioni igieniche sono ancora disperate, e che si preparano a diventare veri e propri ‘forni’ d’estate”. In questa fase, ha detto don Tejado riferendosi ai 30.000 interventi che la Caritas ha attivato in Albania, “abbiamo bisogno di un coordinamento degli aiuti, attraverso il riferimento alle Caritas nazionali: i nostri magazzini, ad esempio, sono già pieni, e abbiamo problemi per smistare le offerte. Ora c’è bisogno di pannolini e di sapone, di pentole più che di pasta”. A proposito del possibile ruolo delle istituzioni mondiali anche in conflitti come quello in atto nei Balcani, Marcelino Oreja, Commissario Europeo, ha osservato che “il ruolo delle istituzioni, in un mondo in cui il bipolarismo dl 1945 non c’è più, è insufficiente, rispetto alle molte fratture che si sono create dopo il 1989. Bisogna chiedersi quale ruolo diverso possono svolgere, oggi, le varie organizzazioni internazionali, come l’Unu, la Nato, l’Unione Europea”.