“La presenza del Papa in un Paese a maggioranza ortodossa è un segno che il cammino verso l’unità rimane non solo aperto, ma spalancato”. Lo ha dichiarato all’agenzia Fides mons. Jean Claude Perissét, nunzio in Romania, all’indomani della partenza di Giovanni Paolo II da Bucarest. ” “Secondo mons. Perissét, il senso della visita del papa in Romania si può riassumere con tre parole: “gioia, speranza e unità”. “La gioia – spiega mons. Perissét – era presente già all’arrivo del Pontefice, attraverso tutti i segni di devozione verso la sua persona, attesa come portatrice di un messaggio di speranza di cui la Romania ha bisogno a ragione delle sue difficili condizioni socio-economiche”. A questo proposito, il nunzio ha aggiunto che la visita di Giovanni Paolo II ha evidenziato un “carisma particolare” del Papa: “contribuire all’unità non solo religiosa, ma anche sociale”. ” “Secondo mons. Perissét, la visita del Santo Padre in Romania ha aperto anche una “speranza per l’ecumenismo” e per il cammino verso l’unità. “Perciò – prosegue mons. Perissét – è così importante l’unità manifestata in questo incontro attraverso tutto ciò che significa dialogare, pregare insieme in vista della riconciliazione”. Il nunzio ha ricordato che il viaggio di Giovanni Paolo II si è concluso con due grandi celebrazioni liturgiche alle quali hanno partecipato “moltissimi fedeli sia della Chiesa ortodossa che della Chiesa cattolica e di altre Chiese” ed ha commentato: “la visita ha superato tutte le speranze”. Mons. Perissét conclude la sua intervista raccontando che al momento della partenza dell’aereo papale un sacerdote ortodosso ha detto ad un vescovo cattolico: “sento una tristezza nel cuore perché è partito il nostro padre”. ” “