KOSOVO: INCONTRO TAURAN-RUGOVA, “POCO PIÙ DI MILLE LE PERSONE RIMASTE NELLA REGIONE”

“Oggi è importante che le Nazioni Unite riacquistino il loro ruolo sulla scena internazionale, che la Russia continui a svolgere la sua funzione di contatto e di dialogo con le parti coinvolte, che venga posto in pratica l’art. 7 dell’atto finale di Helsinki approvato dall’Osce sui diritti delle minoranze, e che qualunque iniziativa per porre fine al conflitto faccia in modo che nessuno sia umiliato”. Così mons. Jean-Louis Tauran, Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, ha fatto oggi il punto sulla situazione in Kosovo rivolgendosi agli 85 partecipanti al IV convegno internazionale degli ordinariati militari. Al convegno, che si chiude oggi a Roma, erano presenti 26 ordinari militari e 8 delegati, per un totale di 34 Stati.” “”Secondo le informazioni che mi ha dato il leader kosovaro Rugova nel nostro incontro di ieri sera – ha continuato Tauran – a Pristina sono rimaste solo cento persone, e in tutto il Kosovo ce ne sono poco più di mille. Ciò dà l’idea della grandezza del disastro umanitario in atto”. Purtroppo, ha aggiunto mons. Tauran, “non dobbiamo farci illusioni, la proporzione di rifugiati che torneranno indietro sarà infima. Perché possano tornare c’è bisogno di una forza internazionale, sia militare che civile, che possa dare fiducia, e che dovrebbe comprendere una grande proporzione di russi,ucraini e delle altre popolazioni ortodosse”. “Per quanto riguarda il futuro politico – ha concluso Tauran – penso che una conferenza di pace sui Balcani, con il coinvolgimento di tutti i Paesi dell’area, sia assolutamente necessaria, perché altrimenti la crisi potrebbe ricominciare dopo pochi anni”.” “