“Non solo è possibile essere militari, al servizo della pace e cristiani ma si può essere militari e santi”. Lo ha detto questa mattina mons. Giuseppe Mani, arcivescovo Ordinario Militare, presentando il primo sinodo dei militari cattolici italiani che si aprirà questo pomeriggio a Roma alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Scalfaro e si concluderà giovedì 6 con l’udienza del Papa. L’Ordinariato militare in Italia conta 250 preti a tempo pieno e 80 sacerdoti collaboratori, 160 mila militari arruolati nell’Esercito, 120 mila carabinieri, 60 mila della Guardia di Finanza, 60 mila nell’Aeronautica e 40 mila nella Marina. Un totale di 500 mila tra ufficiali, sottoufficiali e militari di leva. Se a questi si aggiungono i familiari e i dipendenti civili, si può parlare di una “diocesi” con oltre un milione di fedeli. Il Sinodo che si concluderà in questi giorni, è il primo che viene celebrato non solo in Italia ma anche nel mondo ed ha coinvolto ufficiali, sottoufficiali, militari di leva, famiglie e crocerossine cercando di rispondere alla domanda: “è possibile essere militari e cristiani?”. “Andare in Albania o in Kosovo, tra i terremotati o gli alluvionati – ha affermato mons. Mani – è esercitare la carità” come pure “sminare i campi minati della Bosnia” o “pattugliare armati fino ai denti, a proprio rischio e pericolo, le strade di Sarajevo o i villaggi della Bosnia perché la gente non si spari più”. ” “”Conosco – ha proseguito l’arcivescovo – i drammi dei piloti che devono bombardare gli arsenali di guerra con il drammatico interrogativo di non colpire le popolazioni civili inermi. E’ il dramma della professione militare e non vorrei che si pensasse che i nostri piloti lo vivono a cuor leggero”. ” “