L’approvazione definitiva della nuova legge sui trapianti, avvenuta oggi al Senato, rappresenta, per Domenico Di Virgilio, presidente dell’Associazione medici cattolici italiani e del Forum delle organizzazioni socio-sanitarie, “una vittoria della solidarietà e della cultura dell’amore, che darà vita a chi finora la sta perdendo in una attesa inutile”. La legge, afferma De Virgilio, “interpreta le speranze di migliaia di malati e delle loro famiglie”. La normativa prevede, tra l’altro, il silenzio-assenso informato, con l’attivazione di una campagna d’informazione che interesserà strutture sanitarie, scuole, enti locali, mass media e associazioni di volontariato. “Su questo punto – precisa De Virgilio – noi siamo pronti a collaborare e a metterci a disposizione affinché l’informazione sia più capillare e dettagliata possibile. Non a caso abbiamo chiesto il coinvolgimento dei medici di famiglia, per spiegare ai cittadini che l’espianto degli organi potrà avvenire solo con la morte cerebrale, in seguito alla quale non esistono casi di ritorno in vita”. Secondo Di Virgilio la legge consentirà soprattutto di migliorare gli aspetti organizzativi, superando anche il divario tra Nord e Sud d’Italia. “Eravamo il fanalino di coda in Europa – spiega – perché non riuscivamo ad utilizzare tutti gli organi disponibili per il trapianto, perdendo così molte occasioni. Ora ci auguriamo che non si faranno più i viaggi della speranza dal Sud al Nord del Paese e verso l’estero”. Anche padre Francesco Compagnoni, teologo moralista e decano di scienze sociali alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, guarda con favore all’approvazione della legge. “In questo modo la morale diventa cultura – afferma – Però bisogna educare la gente a capire che questo atto di donazione non è un obbligo giuridico ma una partecipazione alla solidarietà sociale. E anche se siamo arrivati in ritardo ora bisogna far sì che la cultura diventi pratica”.