DIGIUNO CONTRO LO STRAPOTERE DELLA PULIZIA ETNICA E DEI BOMBARDAMENTI

“Digiuniamo per dire che riteniamo la pace indispensabile più del cibo; che non puntiamo su nessuna forza se non quella della nostra umanità. La nostra debolezza contro lo strapotere della pulizia etnica e lo strapotere delle armi”: sono le parole usate dal cartello di associazioni, insieme all’ufficio diocesano di pastorale giovanile, che a Sessa Aurunca, nel casertano, ha allestito nella piazza principale della città “una tenda per la pace”. “L’iniziativa – come spiega il direttore dell’ufficio stampa della curia p. Antonio Rungi – propone gli strumenti della preghiera, digiuno e solidarietà per smuovere le coscienze di chi pensa che con pulizie etniche e bombardamenti si possano risolvere le questioni che sono a monte di gravi fatti come quelli del Kossovo”. Il vescovo mons. Antonio Napoletano ha dato la propria adesione a questa manifestazione pubblica che vede coinvolte associazioni quali “Pax Christi”, i “Beati i costruttori di pace”, “Legambiente”, la “Pro-fratibus”, i volontari dell’ “Avo” e altre. La diocesi sottolinea che la “tenda della pace” ha un valore di simbolo e segno e che il messaggio che ne viene è “di sperare oltre ogni speranza”. P. Rungi rileva che c’è la convinzione che la pace in Kosovo è possibile raggiungerla “nella misura in cui ognuna delle parti in conflitto faccia liberamente un passo indietro, senza aspettare che sia l’altro a farlo per primo”. “Ma – aggiunge – occorre ricordare che il perdono bisogna darlo prima di riceverlo”.