MONS. ABLONDI: IL VANGELO NEGLI ALBERGHI, “UN OSPITE IN INCOGNITO”

“Un ospite in incognito, che potrebbe anche far cambiare itinerario”. Così mons. Alberto Ablondi, vice-presidente della Cei e vescovo di Livorno, ha definito il Vangelo, in occasione della presentazione della traduzione ecumenica del Vangelo di Luca, in sette lingue, che a partire da Pasqua sarà posto in tutte le camere degli alberghi romani. Illustrando l’iniziativa, promossa dalla Cei, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) e dalla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia Patriarcato Ecumenico (Saoi), mons. Ablondi ha aggiunto che “il Vangelo di Luca è il Vangelo della pace, della pecorella smarrita, del Dio che sa continuamente ricominciare. E’ un invito, in prossimità del Giubileo, a fare una verifica degli anni passati e ad impostare quelli futuri”. Riferendosi alla traduzione in lingua corrente – fatta da cattolici, evangelici ed ortodossi in collaborazione con Società biblica in Italia, Società del Vangelo e Associazione albergatori romani – il pastore Domenico Tomasetto, presidente della Fcei ha atto notare che “le società bibliche sono nate in terreno protestante, ma ora sono diventate un campo comune, un’impresa ecumenica”. La prima tiratura del Vangelo di Luca, per la quale le tre confessioni religiose hanno dato un contributo di 250 milioni, è stata di 140 mila copie, ma ne seguiranno presto altre (anche in altre lingue) a cura dell’Alleanza biblica universale e della Società del Vangelo. Le lingue finora disponibili sono italiano, tedesco, inglese, spagnolo, francese, giapponese e arabo. Infine, a proposito del Giubileo, Tomasetto ha ribadito che non sarà possibile che le Chiese evangeliche “varchino la Porta Santa” insieme con i fratelli cattolici e ortodossi.” “” “